Approdare nel Nuovo Mondo (lavorativo) vuol dire prima di tutto scoprire e conoscere qualcosa che fino a quel momento si ignorava quasi completamente. Dinamiche, personalità, rapporti, gerarchie, temi, spazi.
All'inizio ci si limita ad essere osservatori ma non per questo si è passivi. Infatti ci si muove molto più velocemente di altri perché mentre si osserva con attenzione, si immagazzinano informazioni a tutto spiano e le si elaborano per renderle strumenti di lavoro necessari e fondamentali.
E' passato giusto qualche mese dal mio Nuovo Inizio e se mi fermo un attimo per fare uno di quegli screening mentali approfonditi, mi rendo conto che nella mia memoria adesso c'è un ampio nuovo scaffale denominato "industria cinematografica". I fascicoli poggiati sullo scaffale sono ancora poco voluminosi ma esistono e riguardano argomenti appena esplorati. Non c'è polvere, tutto ha un aspetto nuovo e patinato ed a raccontarlo sono i colori vivi di ogni singolo dettaglio.
La cosa ancor più sorprendente è il modo in cui questi fascicoli abbiano preso forma, andando a costituire in me una nuova branca conoscitiva.
Ogni incontro con nuove persone, ogni stretta di mano, ogni riunione tematica, ogni scambio di e-mail, ogni rassegna stampa letta, ogni notizia sul tema, ogni intensa ora lavorativa in cui si presentano nuove opportunità imperdibili. Ecco il mio lavoro che, giorno dopo giorno, mi fa scoprire il tassello giusto per continuare la costruzione di questo enorme puzzle appena iniziato.
Sfortunatamente però, i pezzi del puzzle non te li regala nessuno. Nessuno te li passa con il sorriso per dirti dove vanno. Qualcuno è venuto da te, ha aperto la scatola rovesciando i 1000 piccoli pezzi per terra davanti ai tuoi piedi e ti ha detto sogghignando: "buon divertimento...hi hi hi!". A quel punto ti rendi conto di essere completamente solo, sommerso da pezzettini di cartone tutti uguali tra loro che non hai idea di dove vadano posizionati.
Gli strumenti a tua disposizione sono i tuoi sensi, l'intelligenza, la scaltrezza, la velocità, la sensibilità, l'attenzione, la precisione. Se sei in grado di bilanciare bene le tue potenzialità, il pezzo mancante lo trovi velocemente e la costruzione dell'immagine finale prosegue fluidamente...nonostante ogni tanto arrivi qualcuno ad urtare i pezzi da te accuratamente messi da parte (e a cui eri riuscito a dare un senso) e sei costretto a ricominciare da capo perché di nuovo tutto confuso.
Ricordo perfettamente ogni tassello trovato fino a questo momento, ogni istante in cui il "nuovo scaffale" ha preso forma creando i singoli neonati fascicoli.
Ero arrivata da poco meno di un mese e si era appena svolta una conferenza stampa importante dopo la quale alcuni relatori si sono riuniti in separata sede per parlare di una manifestazione di un certo peso che si svolge periodicamente in questo ambiente. Ah, era anche il giorno del mio compleanno!
Il mio capo mi vuole nella stanza con tutti questi "pezzi grossi", mi giro per vedere se sta parlando con me.
Sì, sta dicendo proprio a me e quindi scatto sull'attenti e lo seguo.
Entro e mi presento umilmente con un sorriso a 32 denti un po' teso. Mi metto seduta e ascolto "spugnosamente" ogni singola parola, ogni termine che utilizzano, ogni frase alle mie orecchie strana ma assolutamente importante per il mio percorso.
Osservo le persone presenti una ad una per memorizzarle come si deve dato che le vedrò e ne sentirò parlare ancora e ancora. Penso che uno di loro non è vestito in maniera poi così formale e subito gioisco pensando che allora nulla è perso: potrò ancora indossare jeans e scarpe da ginnastica a lavoro...ogni tanto! Ma credo che per gli stivali con le frange dovrò aspettare di essere ben inserita.
Ad un certo punto qualcuno dice "vediamo il competitive, ce ne è una versione aggiornata?". Uno di loro si gira verso di me e mi chiede con tono più basso, confidenziale e frettoloso: "Ce l'hai?". Inizio a sgranare gli occhi lentamente. Provo a trattenere l'espressione che chiaramente mostra il mio imbarazzo ma credo di non essere riuscita a mascherare il mio pensiero: "ma di che cavolo parla questo sconosciuto? Il competitive? Ma che è? Io non l'ho mai visto, il mio capo non me ne ha mai data una copia dicendomi che è uno strumento fondamentale e che devo tenerlo sempre sottomano! Aiuto!!!!". Rispondo semplicemente "no, non ce l'ho", mentre cerco di calmare il casino scoppiato dentro di me.
Mi sento una nullità per aver fallito nell'unica cosa in cui potevo essere utile in un incontro di pezzi grossi ed in quel momento qualcun altro tira fuori l'oggetto del desidero e solo allora capisco che non è altro che un file (in questo caso stampato) dove per tutto l'anno vengono riportate le date di uscita di: eventi sportivi, eventi televisivi e soprattutto uscite cinematografiche. Una sorta di "palinsestone" insomma. Perché non chiamarlo così?"Ce l'hai il PALINSESTONE?" Suona decisamente meglio e mi sarei fatta una risata invece di morire di paura!
Mi rendo conto anche che il giorno prima il mio capo l'aveva ricevuto aggiornato via mail e mi aveva chiesto di stamparglielo. Ma sempre per la teoria che i pezzettini del puzzle non te li passa nessuno per spiegarti dove posizionarli, non ho compreso che avevo tra le mani uno degli strumenti più importanti per chi lavora nel settore cinematografico perché ti da subito l'idea di ciò che in un anno intero succederà sul mercato, sapendo già a gennaio quale film uscirà a dicembre, più o meno.
Da quel giorno, conservo scrupolosamente una copia stampata e aggiornata del competitive nella cartellina rossa che porto sempre con me (comprata per darmi un tono in ufficio perché ne avevo una aggiustata con lo scotch, decisamente inappropriata all'ambiente!).
Ho sfoggiato il mio competitive proprio di recente durante una riunione e mi sono presa la mia piccola rivincita anche se, per il momento, non sono riuscita a chiedergli di cambiargli il nome in "palinsestone". Sarà per la prossima!
Il problema spesso è quello di non sembrare completamente ignari dell'argomento in questione, proprio nel momento in cui avviene invece la scoperta di dove va il nuovo tassello.
Quell'esatto momento in cui tu stai scoprendo una cosa nuova ma allo stesso tempo l'interlocutore non vorrebbe mai trovarsi davanti a chi di quell'argomento non ne capisce niente.
Durante una telefonata lavorativa, si parlava di un certo materiale pubblicitario cinematografico (in particolare manifesti) e di come questo sarebbe giunto alla sua destinazione finale, nei cinema.
Premetto che ci ho messo un bel po' prima di prendere confidenza con questo genere di telefonate, a capire se potevo dare del tu e se potevo tirare fuori un po' della mia ironia che senza dubbio aiuta a smorzare la tensione e a rompere il ghiaccio.
La persona dall'altro capo del telefono mi dice: "mi farai sapere poi se questo materiale arriverà in SAC oppure no...". Annuisco con la classica aria di chi non ha capito nulla, ma proprio nulla. Sfortunatamente (o fortunatamente) dall'altra parte nessuno può vedermi mentre con la mimica gestisco insieme ansia da brutta figura ed ansia da nuova scoperta. "Pronto?!", sento rimbombare. Sobbalzo sulla sedia e rispondo immediatamente che glielo farò sapere al più presto, chiudendo il telefono più veloce che mai.
Prendo subito nota sul mio quaderno zeppo di nuove informazioni (è già il secondo in due mesi) e mi catapulto nella stanza del mio capo. Fortunatamente con lui ho un rapporto abbastanza sereno. E' consapevole del fatto che giornalmente mi trovo davanti a delle novità e quindi non ho paura a chiedere approfondimenti.
Spiegandogli la telefonata, gli domando quindi: "ma cos'è il FAC?". Lui mi guarda interdetto, giustamente, e mi corregge dicendo: "La SAC!". "Uh si, sa al telefono non si capiva bene...", controbatto timidamente e con una lieve vampata di calore che mi invade il volto.
A questo punto finalmente vengo "illuminata" e scopro che "la S.A.C." (Servizi Ausiliari Cinema) non è altro che che la società che si occupa di distribuire la pubblicità cinematografica; infatti nei magazzini della S.A.C., che hanno sede in varie città d'Italia, si possono trovare i manifesti e i materiali promozionali di un film e di tutto ciò che è cinema.
Un altro tassello è posizionato, ecco come e per conto di chi i manifesti arrivano nelle sale che noi tutti frequentiamo!
E' arrivato il momento che io inizi con più insistenza ad auto-formularmi delle domande su tutto ciò che riguarda questo fantastico Nuovo Mondo. Poi ovviamente devo trovare anche qualcuno che possa darmi una risposta.
L'ultima mia grande scoperta ad esempio riguarda il mezzo con il quale i film arrivano nei cinema e in quale formato.
Infatti, difficilmente chi sta seduto sulla comoda poltrona di una sala cinematografica, ha interesse di sapere come il film è arrivato fino a lì. Perlomeno io non sono mai andata ad approfondire la questione.
La scoperta anche qui è avvenuta per caso, proprio mentre lavoravo e si doveva far arrivare nelle sale un importante spot promozionale. Sta di fatto che proprio quando lo spot pronto stava per essere spedito ai diretti interessati, qualcuno lancia l'allarme dicendo: "ma questo è un formato per il web, non di certo per la proiezione in sala!".
Anche in questo caso la mia espressione può essere tranquillamente paragonata a quella di Cristoforo Colombo davanti al Nuovo Mondo. Ansia mista a stupore, esattamente questo.
Dopo varie telefonate del mio capo per risolvere la questione, finalmente la mia ennesima lezione sul cinema ha inizio. Prendo il mio quaderno degli appunti e scrivo: il DCP è il formato digitale dei film che vengono proiettati al cinema. Inoltre scopro che il leader nella trasmissione di contenuti digitali per il cinema è Open Sky che trasmette via satellite i film (per l'appunto in formato DCP) che vengono memorizzati e scaricati in tutti i server delle sale. Et Voilà, ecco che si eliminano tutti i problemi ed i tempi legati al trasporto.
Ma la pellicola che fine ha fatto? Non è del tutto scomparsa, pare ci sia ancora qualcuno che la utilizzi (Tarantino con il suo ultimo film, The Hateful Eight, ha utilizzato il formato 70 mm), facendola passare a chi ignora questi tecnicismi esattamente come me, come qualcosa di innovativo, un'esperienza senza pari per la visione di un film di quel tipo. Peccato non esserne stata testimone diretta nonostante il biglietto disponibile per l'anteprima romana a Cinecittà.
Insomma, le mie lezioni giornaliere di cinema non finiscono mai, come anche le mie figuracce! Ma ho deciso di godermele come si deve (lezioni e figuracce), perché fanno tutte parte della costruzione di quel grande puzzle che ahimè un giorno vedrà il posizionamento dell'ultimo pezzettino mancante, portando inesorabilmente ad esaurire l'entusiasmo della scoperta.
Evviva LaVispaVoce che, raccontando le sue scoperte, magari eviterà a qualche altra neo-approdata in questo mondo di fare figuracce alla Bridget Jones (tanto per rimanere in tema cinema)!