martedì 17 maggio 2016

Lunga vita alla sala cinematografica!

Bisogna seriamente che io inizi a pensare al cinema come lavoro più che come piacere da condividere con il marito, gli amici e via dicendo. Si perché se continuo così, rischio di fare delle enormi gaffe in perfetto ed elegantissimo stile Mr. Bean...meno male che in generale sono abituata a filtrare me stessa, purtroppo a discapito della mia impulsiva e schietta VispaVoce!
Qualche giorno fa conversavo con due colleghi; mi trovavo nella stanza di uno di loro (piena di vecchie locandine di film che ogni volta che mi capita di entrarci scruto incuriosita) nella quale sono stata convocata per affrontare questioni lavorative legate alla stagionalità estiva, argomento molto caldo in questo periodo nell'ambiente cinematografico.
In effetti, è da quando sono entrata in questo mondo che sento parlare di stagionalità...e giuro che non ho mai pensato che potesse essere quella dei formaggi!!!
Già qualche mese fa l'argomento era sofferentemente affrontato quindi credo che abbia radici molto più lontane rispetto al mio arrivo. In ogni caso, quello che in generale si lamenta è il fatto di non essere in grado di ridurre questo fenomeno che porta l'estate ad essere un periodo talmente tanto spoglio di uscite cinematografiche da causare addirittura la chiusura di alcune sale.
E mentre i miei colleghi si scambiavano informazioni del tipo: "stavo paragonando il 2015 con il 2016 e notavo come quest'anno, per la stagione estiva, siano previste davvero poche uscite trainanti. Meno male che c'è qualcuno che ancora osa come ad esempio l'uscita del cartone animato Angry Birds a giugno che è abbastanza insolita...", io dentro di me pensavo: "siiiiiiii Angry Birds!!!! Voglio vederloooooooo!!!!". Quanto avrei voluto non tapparmi la bocca, risultando però completamente inadeguata e notevolmente fuori tema!
Signore e signori, ecco a voi i due colleghi che da anni sono nel mondo dell'industria filmica e perciò abituati a pensare alle nuove uscite in termini di andamento del mercato cinematografico, davanti alla neofita che non vede l'ora di andare al cinema per assistere alle nuove tanto attese uscite (comprese quelle di animazione) e che se ne frega se queste possano influire o meno sull'andamento del box office italiano. Scena imbarazzante a parte, più che fregarmene semplicemente tendo ancora a sottovalutare l'importanza di certe considerazioni invece fondamentali nel mio ambiente professionale.
Da qui è ovviamente partita una lunga e profonda riflessione introspettiva con l'intento di trovare quell'interruttore che premendolo, avrebbe fatto cambiare il mio pensiero sul cinema da puro interesse personale a strumento di lavoro. Inutile dire che non l'ho trovato, che probabilmente si trova in chissà quale parte del mio corpo (il cuore, il cervello, i piedi e quindi sotto le scarpe) e che forse è ancora troppo presto per cercare di sfrugugliarlo. Probabilmente è impostato su "automatico" e quando il fantomatico timer suonerà allo scadere di un tempo immaginario, scatterà da solo facendo catapultare nella mia bocca parole simili a quelle pronunciate dai miei colleghi. Confido nel fatto che un giorno arriverà questo momento e sarà quando il mio cervello avrà immagazzinato tante di quelle informazioni che non potrà fare a meno di andare in quella direzione, la stessa dei miei colleghi.
Una cosa è certa: a seguito di questo lungo dialogo con me stessa, l'argomento stagionalità estiva ha assunto una posizione privilegiata nella mia scala delle priorità, subito dopo la voce "lavarsi i denti", e le mie antenne sono quindi ben orientate al tema in oggetto.
Qualche giorno fa ho infatti captato la notizia dello spostamento da parte della Fox di Indipendence Day - Rigenerazione dal 6 luglio all'8 settembre e nell'ambiente è stata subito polemica. Si perché dato che il blockbuster era a quanto pare attesissimo da parte degli esercenti perché molto attrattivo, la notizia del cambio di data ha fatto infuriare tutti anche perché reinserito in un periodo già pesantemente affollato. Senza contare poi che il mese di giugno è praticamente privo di uscite interessanti vista la concomitanza con gli europei di calcio e quindi tutto ciò che comporta un maggiore indebolimento della "cine-estate" è senza dubbio mal visto. Infine, il film esce negli stati uniti il 24 giugno e la lunga distanza con la release italiana porta i molti pirati della rete a preferire questo canale a discapito della classica ed intramontabile sala. Insomma, una decisione quella della Fox che da quello che ho capito ha creato una serie di eventi a catena portando al malcontento dell'intera filiera.
Tra l'altro, qualche mese fa, la stessa casa di distribuzione aveva avuto un simile comportamento anticipando le anteprime di Kung Fu Panda 3 in un weekend dove già erano presenti altre uscite importanti, portando così i distributori di queste ultime a dover cambiare la loro programmazione per evitare di rimanere a secco di spettatori.
Da quanto so, non c'è una legge che regola questo genere di comportamento; ognuno fa come gli pare (proprio come la Fox, inevitabilmente identificabile come il "Dio delle uscite cinematografiche" dato che prende decisioni sopra a tutti), ma esiste una sorta di codice comportamentale dettato dal buon senso di tutti coloro che sono inseriti in questo meccanismo e che ha come unico comandamento il detto "non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te". Se qualcuno vìola questo codice, allora è guerra dichiarata. Quali potrebbero essere le conseguenze di questa guerra? Gli esercenti, ad esempio, potrebbero decidere di non far uscire quello stesso film, creando quindi un forte danno alla casa di distribuzione.
Ed in tutta questa concitazione mi chiedo: ma è mai possibile che a nessuno venga in mente una di quelle idee geniali per ovviare a questo problema che a quanto pare è un tallone d'Achille solo del nostro paese?
Prendiamo come esempio gli USA: per gli americani l'aria condizionata sembra essere parte fondamentale della loro cultura. Infatti, decidono di recarsi in un determinato luogo solo dopo aver verificato la presenza di una temperatura pari e non superiore ai 15°C. Va da se che, per questi strani individui, andarsi a rifugiare in un cinema dotato di poltrone comodissime e mille altri comfort all'americana in un'afosa giornata estiva, è naturale come per noi preparare un piatto di pasta al dente.
Mi viene in mente quindi che forse il problema è un altro. Forse gli italiani non cambieranno mai il loro retaggio culturale secondo il quale a luglio non ci si chiude in un posto buio e gelido dato che abbiamo passato mesi in letargo aspettando quel sole caldo. Molto meglio andare ad affollare le nostre spiagge fino all'ultimo scoglio, a maggior ragione se l'offerta cinematografica è scarsa.
Dalle varie informazioni che ho raccolto, ai piani alti si è già provato a porre rimedio. Lo stato ha infatti messo a disposizione degli incentivi alla programmazione dei film nel periodo estivo. Ma il problema è a monte e cioè che le case di distribuzione preferiscono non rischiare (nonostante i sostegni economici) e quindi incastrano i loro film in periodi dove è sicuro che porteranno a casa un notevole incasso.
Appena arrivata in questo ambiente ricordo il malcontento della scelta di posizionare l'uscita del film di Zalone al primo gennaio, impoverendo i guadagni dei cinepanettone che comunque sia una buona fetta di mercato la mantengono nonostante siano terribili (per me e non per le masse).
Ho sentito spesso dire: "Ma perché non farlo uscire d'estate? Tanto avrebbe fatto lo stesso identico risultato!". E' vero, e Zalone avrebbe comunque creato notizia magari sotto una veste diversa, quella di "salvatore" ed eroe che sfida le abitudini degli italiani e che prova a portarli al cinema d'estate. Gli esperti di marketing della distribuzione avrebbero potuto giocare molto su questo messaggio intorno al film.
Anche Andrea Occhipinti, Presidente dei Distributori ANICA e Presidente della Lucky Red, parla della stagionalità in questo articolo di e-duesse http://www.e-duesse.it/News/Cinema/L-estate-fa-sempre-discutere-201248 ed afferma che è importante la presenza di film italiani nel periodo estivo e non solo di quelli americani.
Quindi, ricapitolando: quali possono essere le manovre da fare per allungare la stagionalità, rendendo l'intero anno proficuo senza far chiudere i cinema d'estate? Senza dubbio continuare con gli incentivi economici alla programmazione in quei mesi più deboli; poi non spostare i film come ha fatto la Fox ma anzi, provare ad osare come NON hanno fatto i distributori di Zalone; ed infine e soprattutto, cercare di cambiare le abitudini degli italiani. Non ho alcuna idea di come quest'ultima impresa possa essere compiuta ma è chiaro che eventuali risultati si potranno vedere solo nel lungo periodo. Le abitudini ben radicate non si modificano certo dall'oggi al domani!
Ed è anche certo che, se non si fa qualcosa di sostanzioso per riportare la cultura della sala cinematografica al centro dell'educazione dei giovani, purtroppo questa abitudine che per noi rappresenta il primo canale espressivo della settima arte, presto sparirà, sia d'estate che d'inverno.
La vasta offerta presente oggi per la fruizione cinematografica dal comodo divano di casa ne è la prova provata ed è anche per questo che i ragazzi non considerano più la sala come la prima vetrina del prodotto d'intrattenimento cinematografico.
Anche in questo caso di incentivi ed iniziative ce ne sono, non ultima la Card Giovani di Renzi che regala a tutti i neo diciottenni un bonus di 500 euro da spendere per film, concerti e tutto ciò che è intrattenimento culturale.
E' molto triste pensare che un giorno le sale cinematografiche potranno sparire del tutto e idee come "Screening Room", venuta al creatore di Napster, che prevede la fruizione dei film a casa in contemporanea con le uscite nei cinema http://altadefinizione.hdblog.it/2016/03/10/Il-fondatore-di-Napster-vuole-portare-i-film-nelle-case-in-contemporanea-coi-cinema/, la dice lunga sul futuro della sala. Non a caso le associazioni di tutto il mondo che rappresentano gli esercenti si sono ribellate a questa idea sin troppo rivoluzionaria.
Visto insomma questo panorama catastrofico, tanto vale che nelle prossime riunioni io mi sforzi di NON soffocare la VispaVoce, mantenendo questo sano e spontaneo interesse verso le nuove uscite da vedere rigorosamente al cinema, luogo protetto perché a rischio di estinzione. Chissà se tra mille anni, invece delle antiche dimore romane, scavando verranno trovate vecchie sale cinematografiche....

domenica 8 maggio 2016

L'organizzazione dell'anno cinematografico

Uno dei vantaggi dei contratti a tempo indeterminato è quello di avere delle giornate perfettamente organizzate.
La mia per esempio inizia così: sveglia alle 7.10 ma in piedi solo dopo la seconda sveglia delle 7.15, colazione e preparazione del pranzo da portare in ufficio, esercizi per mantenere il più sana possibile la mia povera schiena erniata, doccia, vestizione con abiti già preparati la sera prima, saluti vari al mio principe azzurro appena sveglio, tragitto per arrivare in ufficio con sbraitamento per il traffico più o meno intenso e puntualmente, ogni singola mattina, alle 9 spaccate spingo il pulsante del mio apricancello giallo e parcheggio nel favoloso cortile dell'elegante palazzo che ospita il mio ufficio.
Ho sognato per una vita intera di potermi muovere con il cronometro in mano per tutto ciò che, siccome è routine, per definizione non deve richiedere un ulteriore sforzo mentale.
Solo in questo modo infatti, ci si può permettere di godere appieno del tempo libero dedicando le proprie extra energie esclusivamente al piacere. "Prima il dovere poi il piacere" si usa dire ai giovani alunni affinché si dedichino in primis allo studio.
Negli anni passati la mia vita è andata in una direzione del tutto contraria. Tutto veniva lasciato completamente al caso ed ogni mese rischiavo il NON rinnovo del contratto con conseguenti e continui cambi di routine quotidiana che mi facevano impazzire. Inevitabilmente, l'energia prodotta dallo stress per questa precaria situazione si tramutava in rabbia che ostacolava anche la possibilità di godere del tempo libero.
Quindi, ora che finalmente faccio parte di quelli che possono beneficiare della pianificazione delle giornate in anticipo, ora che grazie ai vantaggi del contratto a tempo indeterminato ho già programmato e prenotato le vacanze estive, mi rendo conto che un approccio del genere alla vita può essere sì funzionale ma talvolta alienate.
Qualche giorno fa mi son trovata a leggere un articolo sull'Huffington post (http://www.huffingtonpost.it/2016/04/24/diana-bancale-blogger-viaggi-da-sola-_n_9767488.html) dove si parlava di una ragazza che ad un certo punto della sua vita ha detto basta al lavoro, ha iniziato a viaggiare (da sola) ed ha aperto un blog raccontando per l'appunto dei suoi viaggi perché si era stufata di dover aspettare le ferie per poter vedere il mondo. Beata lei che può permetterselo! Sarebbe stupendo per me poter campare ad esempio solo di questo blog anche se, essendo alimentato dalle mie esperienze professionali, non potrei comunque eliminare il lavoro dalla mia vita.
Comunque sia, questa condizione di attesa delle ferie o di una finestra da dove affacciarsi tra i mesi routinari e perfettamente organizzati, inizio a viverla pure io e mi rendo conto di quanto diventi fondamentale inventarsi qualcosa nel week end per invertire la rotta intrapresa durante la settimana.
Molte volte nella mia quotidianità, magari la mattina in quella mezz'ora dedicata agli esercizi per la schiena, la mia mente vola e penso a quel bellissimo viaggio organizzato per agosto. Quando poi mi rendo conto che mancano ancora 3 mesi e mezzo mi prende un colpo e realizzo che devo subito trovare un diversivo per distrarmi da questa lunga attesa.
E' vero anche che l'anno scorso me lo sognavo di poter programmare una vacanza a marzo per il mese di agosto e questo ha i suoi benefici come ad esempio i prezzi più accessibili, il non affollamento dei voli e soprattutto il non dovermi ritrovare all'ultimo momento con lo stress di non aver trovato una valida soluzione estiva, con il rischio di passare il mese più caldo a Roma, io e i topi che per il caldo escono dalle fogne...che immagine raccapricciante! 
Molto spesso in questi mesi mi sono ritrovata a dire: "mamma mia quanto volano queste settimane!". Sembra una frase scontata ma mai come in questo periodo ho percepito questa forte sensazione. Mi sono chiesta più volte il perché e cosa ci fosse di diverso rispetto a prima e poi ho capito. 
Con questo tipo di lavoro le mie giornate sono meticolosamente pianificate e in agenda (in quella del mio capo che devo seguire attentamente) ci sono appuntamenti programmati almeno da qui a un mese.
Ci sono date fissate, ferme lì come colonne portanti di altissimi palazzi. Ci sono appuntamenti, convegni, riunioni, eventi ed in questo modo si ha la possibilità di organizzare con anticipo intorno agli impegni lavorativi anche la propria vita, quella privata che molti posti di lavoro ignorano completamente.
Per esempio io oggi, 8 maggio, già so che dal 5 all'8 luglio parteciperò ad un evento che fino a ieri per me rappresentava un vero e proprio sogno e che oggi è diventato pura realtà.
L'evento in questione e che si svolge a Riccione è "Cinè, giornate estive di cinema" (http://www.cinegiornate.it/index.php), punto di riferimento, incontro, scambio e aggiornamento professionale dell'industria cinematografica, dove viene presentato in anteprima assoluta tutto il meglio del cinema della prossima stagione.
Fino a poco fa alcuni colleghi mi chiedevano "ma tu ci sarai a Riccione in occasione delle giornate di cinema?". All'inizio non sapevo neanche di cosa stessero parlando, rispondevo con un timido "non saprei" e poi mi rifugiavo nella mia stanza a trovare prove passate che mi dicessero qualcosa in più di quest'evento. Successivamente, dopo essermi scrupolosamente documentata, ho sperato in ogni secondo che il mio capo mi dicesse "bisogna iniziare a pensare alla trasferta di Riccione!". 
Poi qualche giorno fa, durante una di quei martedì piovosi e un po' banali, mentre il mio pensiero era da tutt'altra parte, finalmente ha pronunciato quelle paroline magiche e mi ha detto che anche io, con lui, avrei partecipato all'evento esclusivo ma anche un po' glamour.
In questi giorni mi sono dedicata alla prenotazione dell'hotel, al viaggio ed alla richiesta degli accrediti e con due mesi d'anticipo sono già pronta per partire. Evviva l'organizzazione che ti consente di archiviare una pratica e di non pensarci più fino alla data del suo svolgimento, un po' come ho fatto per il mio viaggio estivo!
Ed il bello di tutto questo è che io lo vedo più come un premio che come un impegno lavorativo. Hotel a 4 stelle, convention varie organizzate dalle case di distribuzione, eventi speciali, anticipazioni di film in uscita, cene, PR e valanghe di "connections" che saranno utilissime per la mia nuova professione e per ottenere magari chissà, quel tanto agognato invito indirizzato a me per l'anteprima di qualche film...insomma, lo definirei un vero e proprio "paradiso professionale"!
E come questo ce ne sono molti altri di appuntamenti/paradisi fissi annuali riguardanti il cinema. Ci sono le Giornate Professionali di Cinema di Sorrento che solitamente si svolgono a fine anno e costituiscono la principale convention dell'industria cinematografica italiana, un punto d'incontro tra domanda ed offerta con anteprime ed anticipazioni dei prodotti cinematografici di prossima uscita. Simile a queste giornate c'è poi il CineEurope, convention europea del cinema che quest'anno si svolgerà a Barcellona a giugno e che oltre alle anteprime e alla presentazione dei listini delle principali major, dedica spazio ai listini delle principali distribuzioni europee con seminari su tecnologie, marketing e altri contenuti di rilievo per l’esercizio.
Non possono ovviamente mancare i vari festival del cinema: da Cannes a Venezia fino ad arrivare a Roma dove forse sarà più probabile un mio intrufolamento (speriamo!).
Inoltre ci sono i CinemaDays e cioè i due appuntamenti annuali che prevedono per 4 giorni l'ingresso nei cinema a 3 euro. Questo è un'evento dedicato al pubblico ma io faccio parte del "dietro le quinte" di questa manifestazione e quindi per me è un altro di quei pilastri fortissimi della mia agenda intorno al quale ruotare con studiata organizzazione.
Ed ecco come il mio "anno cinematografico" assume le sembianze di un agenda con appuntamenti improrogabili intorno ad i quali potersi muovere con furbizia ottimizzando il lavoro, giocandosi la carta dell'anticipo per quanto riguarda il planning.
Essendo questo il mio primo anno, tutto è molto più macchinoso perché devo ancora conoscere gli eventi e trovare il giusto modo di affrontarli. Ma credo che il secondo anno sarà più gestibile e muoversi sarà più semplice avendo già fissi dei solidi punti cardine.
Insomma, la vita organizzata ha senza dubbio i suoi pro e i suoi contro e l'importante credo sia mantenere sempre un lato di imprevedibilità, di casualità, di "voglio fare le cose a casaccio e me ne frego di tutto e di tutti!".
Come raccontò poco tempo fa una mia amica: "una volta andai dal medico perché soffrivo d'insonnia. Il suo consiglio fu quello di dire per almeno tre volte al giorno un sentito ma chissene frega!".
Beh, credo che per ovviare ai pochi contro che la pianificazione può offrire, inizierò ad inserire sentitamente questa frase nella mia agenda da qui a fine anno!