Bisogna seriamente che io inizi a pensare al cinema come lavoro più che come piacere da condividere con il marito, gli amici e via dicendo. Si perché se continuo così, rischio di fare delle enormi gaffe in perfetto ed elegantissimo stile Mr. Bean...meno male che in generale sono abituata a filtrare me stessa, purtroppo a discapito della mia impulsiva e schietta VispaVoce!
Qualche giorno fa conversavo con due colleghi; mi trovavo nella stanza di uno di loro (piena di vecchie locandine di film che ogni volta che mi capita di entrarci scruto incuriosita) nella quale sono stata convocata per affrontare questioni lavorative legate alla stagionalità estiva, argomento molto caldo in questo periodo nell'ambiente cinematografico.
In effetti, è da quando sono entrata in questo mondo che sento parlare di stagionalità...e giuro che non ho mai pensato che potesse essere quella dei formaggi!!!
Già qualche mese fa l'argomento era sofferentemente affrontato quindi credo che abbia radici molto più lontane rispetto al mio arrivo. In ogni caso, quello che in generale si lamenta è il fatto di non essere in grado di ridurre questo fenomeno che porta l'estate ad essere un periodo talmente tanto spoglio di uscite cinematografiche da causare addirittura la chiusura di alcune sale.
E mentre i miei colleghi si scambiavano informazioni del tipo: "stavo paragonando il 2015 con il 2016 e notavo come quest'anno, per la stagione estiva, siano previste davvero poche uscite trainanti. Meno male che c'è qualcuno che ancora osa come ad esempio l'uscita del cartone animato Angry Birds a giugno che è abbastanza insolita...", io dentro di me pensavo: "siiiiiiii Angry Birds!!!! Voglio vederloooooooo!!!!". Quanto avrei voluto non tapparmi la bocca, risultando però completamente inadeguata e notevolmente fuori tema!
Signore e signori, ecco a voi i due colleghi che da anni sono nel mondo dell'industria filmica e perciò abituati a pensare alle nuove uscite in termini di andamento del mercato cinematografico, davanti alla neofita che non vede l'ora di andare al cinema per assistere alle nuove tanto attese uscite (comprese quelle di animazione) e che se ne frega se queste possano influire o meno sull'andamento del box office italiano. Scena imbarazzante a parte, più che fregarmene semplicemente tendo ancora a sottovalutare l'importanza di certe considerazioni invece fondamentali nel mio ambiente professionale.
Da qui è ovviamente partita una lunga e profonda riflessione introspettiva con l'intento di trovare quell'interruttore che premendolo, avrebbe fatto cambiare il mio pensiero sul cinema da puro interesse personale a strumento di lavoro. Inutile dire che non l'ho trovato, che probabilmente si trova in chissà quale parte del mio corpo (il cuore, il cervello, i piedi e quindi sotto le scarpe) e che forse è ancora troppo presto per cercare di sfrugugliarlo. Probabilmente è impostato su "automatico" e quando il fantomatico timer suonerà allo scadere di un tempo immaginario, scatterà da solo facendo catapultare nella mia bocca parole simili a quelle pronunciate dai miei colleghi. Confido nel fatto che un giorno arriverà questo momento e sarà quando il mio cervello avrà immagazzinato tante di quelle informazioni che non potrà fare a meno di andare in quella direzione, la stessa dei miei colleghi.
Una cosa è certa: a seguito di questo lungo dialogo con me stessa, l'argomento stagionalità estiva ha assunto una posizione privilegiata nella mia scala delle priorità, subito dopo la voce "lavarsi i denti", e le mie antenne sono quindi ben orientate al tema in oggetto.
Qualche giorno fa ho infatti captato la notizia dello spostamento da parte della Fox di Indipendence Day - Rigenerazione dal 6 luglio all'8 settembre e nell'ambiente è stata subito polemica. Si perché dato che il blockbuster era a quanto pare attesissimo da parte degli esercenti perché molto attrattivo, la notizia del cambio di data ha fatto infuriare tutti anche perché reinserito in un periodo già pesantemente affollato. Senza contare poi che il mese di giugno è praticamente privo di uscite interessanti vista la concomitanza con gli europei di calcio e quindi tutto ciò che comporta un maggiore indebolimento della "cine-estate" è senza dubbio mal visto. Infine, il film esce negli stati uniti il 24 giugno e la lunga distanza con la release italiana porta i molti pirati della rete a preferire questo canale a discapito della classica ed intramontabile sala. Insomma, una decisione quella della Fox che da quello che ho capito ha creato una serie di eventi a catena portando al malcontento dell'intera filiera.
Tra l'altro, qualche mese fa, la stessa casa di distribuzione aveva avuto un simile comportamento anticipando le anteprime di Kung Fu Panda 3 in un weekend dove già erano presenti altre uscite importanti, portando così i distributori di queste ultime a dover cambiare la loro programmazione per evitare di rimanere a secco di spettatori.
Da quanto so, non c'è una legge che regola questo genere di comportamento; ognuno fa come gli pare (proprio come la Fox, inevitabilmente identificabile come il "Dio delle uscite cinematografiche" dato che prende decisioni sopra a tutti), ma esiste una sorta di codice comportamentale dettato dal buon senso di tutti coloro che sono inseriti in questo meccanismo e che ha come unico comandamento il detto "non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te". Se qualcuno vìola questo codice, allora è guerra dichiarata. Quali potrebbero essere le conseguenze di questa guerra? Gli esercenti, ad esempio, potrebbero decidere di non far uscire quello stesso film, creando quindi un forte danno alla casa di distribuzione.
Ed in tutta questa concitazione mi chiedo: ma è mai possibile che a nessuno venga in mente una di quelle idee geniali per ovviare a questo problema che a quanto pare è un tallone d'Achille solo del nostro paese?
Prendiamo come esempio gli USA: per gli americani l'aria condizionata sembra essere parte fondamentale della loro cultura. Infatti, decidono di recarsi in un determinato luogo solo dopo aver verificato la presenza di una temperatura pari e non superiore ai 15°C. Va da se che, per questi strani individui, andarsi a rifugiare in un cinema dotato di poltrone comodissime e mille altri comfort all'americana in un'afosa giornata estiva, è naturale come per noi preparare un piatto di pasta al dente.
Mi viene in mente quindi che forse il problema è un altro. Forse gli italiani non cambieranno mai il loro retaggio culturale secondo il quale a luglio non ci si chiude in un posto buio e gelido dato che abbiamo passato mesi in letargo aspettando quel sole caldo. Molto meglio andare ad affollare le nostre spiagge fino all'ultimo scoglio, a maggior ragione se l'offerta cinematografica è scarsa.
Dalle varie informazioni che ho raccolto, ai piani alti si è già provato a porre rimedio. Lo stato ha infatti messo a disposizione degli incentivi alla programmazione dei film nel periodo estivo. Ma il problema è a monte e cioè che le case di distribuzione preferiscono non rischiare (nonostante i sostegni economici) e quindi incastrano i loro film in periodi dove è sicuro che porteranno a casa un notevole incasso.
Appena arrivata in questo ambiente ricordo il malcontento della scelta di posizionare l'uscita del film di Zalone al primo gennaio, impoverendo i guadagni dei cinepanettone che comunque sia una buona fetta di mercato la mantengono nonostante siano terribili (per me e non per le masse).
Ho sentito spesso dire: "Ma perché non farlo uscire d'estate? Tanto avrebbe fatto lo stesso identico risultato!". E' vero, e Zalone avrebbe comunque creato notizia magari sotto una veste diversa, quella di "salvatore" ed eroe che sfida le abitudini degli italiani e che prova a portarli al cinema d'estate. Gli esperti di marketing della distribuzione avrebbero potuto giocare molto su questo messaggio intorno al film.
Anche Andrea Occhipinti, Presidente dei Distributori ANICA e Presidente della Lucky Red, parla della stagionalità in questo articolo di e-duesse http://www.e-duesse.it/News/Cinema/L-estate-fa-sempre-discutere-201248 ed afferma che è importante la presenza di film italiani nel periodo estivo e non solo di quelli americani.
Quindi, ricapitolando: quali possono essere le manovre da fare per allungare la stagionalità, rendendo l'intero anno proficuo senza far chiudere i cinema d'estate? Senza dubbio continuare con gli incentivi economici alla programmazione in quei mesi più deboli; poi non spostare i film come ha fatto la Fox ma anzi, provare ad osare come NON hanno fatto i distributori di Zalone; ed infine e soprattutto, cercare di cambiare le abitudini degli italiani. Non ho alcuna idea di come quest'ultima impresa possa essere compiuta ma è chiaro che eventuali risultati si potranno vedere solo nel lungo periodo. Le abitudini ben radicate non si modificano certo dall'oggi al domani!
Ed è anche certo che, se non si fa qualcosa di sostanzioso per riportare la cultura della sala cinematografica al centro dell'educazione dei giovani, purtroppo questa abitudine che per noi rappresenta il primo canale espressivo della settima arte, presto sparirà, sia d'estate che d'inverno.
La vasta offerta presente oggi per la fruizione cinematografica dal comodo divano di casa ne è la prova provata ed è anche per questo che i ragazzi non considerano più la sala come la prima vetrina del prodotto d'intrattenimento cinematografico.
Anche in questo caso di incentivi ed iniziative ce ne sono, non ultima la Card Giovani di Renzi che regala a tutti i neo diciottenni un bonus di 500 euro da spendere per film, concerti e tutto ciò che è intrattenimento culturale.
E' molto triste pensare che un giorno le sale cinematografiche potranno sparire del tutto e idee come "Screening Room", venuta al creatore di Napster, che prevede la fruizione dei film a casa in contemporanea con le uscite nei cinema http://altadefinizione.hdblog.it/2016/03/10/Il-fondatore-di-Napster-vuole-portare-i-film-nelle-case-in-contemporanea-coi-cinema/, la dice lunga sul futuro della sala. Non a caso le associazioni di tutto il mondo che rappresentano gli esercenti si sono ribellate a questa idea sin troppo rivoluzionaria.
Visto insomma questo panorama catastrofico, tanto vale che nelle prossime riunioni io mi sforzi di NON soffocare la VispaVoce, mantenendo questo sano e spontaneo interesse verso le nuove uscite da vedere rigorosamente al cinema, luogo protetto perché a rischio di estinzione. Chissà se tra mille anni, invece delle antiche dimore romane, scavando verranno trovate vecchie sale cinematografiche....
Già qualche mese fa l'argomento era sofferentemente affrontato quindi credo che abbia radici molto più lontane rispetto al mio arrivo. In ogni caso, quello che in generale si lamenta è il fatto di non essere in grado di ridurre questo fenomeno che porta l'estate ad essere un periodo talmente tanto spoglio di uscite cinematografiche da causare addirittura la chiusura di alcune sale.
E mentre i miei colleghi si scambiavano informazioni del tipo: "stavo paragonando il 2015 con il 2016 e notavo come quest'anno, per la stagione estiva, siano previste davvero poche uscite trainanti. Meno male che c'è qualcuno che ancora osa come ad esempio l'uscita del cartone animato Angry Birds a giugno che è abbastanza insolita...", io dentro di me pensavo: "siiiiiiii Angry Birds!!!! Voglio vederloooooooo!!!!". Quanto avrei voluto non tapparmi la bocca, risultando però completamente inadeguata e notevolmente fuori tema!
Signore e signori, ecco a voi i due colleghi che da anni sono nel mondo dell'industria filmica e perciò abituati a pensare alle nuove uscite in termini di andamento del mercato cinematografico, davanti alla neofita che non vede l'ora di andare al cinema per assistere alle nuove tanto attese uscite (comprese quelle di animazione) e che se ne frega se queste possano influire o meno sull'andamento del box office italiano. Scena imbarazzante a parte, più che fregarmene semplicemente tendo ancora a sottovalutare l'importanza di certe considerazioni invece fondamentali nel mio ambiente professionale.
Da qui è ovviamente partita una lunga e profonda riflessione introspettiva con l'intento di trovare quell'interruttore che premendolo, avrebbe fatto cambiare il mio pensiero sul cinema da puro interesse personale a strumento di lavoro. Inutile dire che non l'ho trovato, che probabilmente si trova in chissà quale parte del mio corpo (il cuore, il cervello, i piedi e quindi sotto le scarpe) e che forse è ancora troppo presto per cercare di sfrugugliarlo. Probabilmente è impostato su "automatico" e quando il fantomatico timer suonerà allo scadere di un tempo immaginario, scatterà da solo facendo catapultare nella mia bocca parole simili a quelle pronunciate dai miei colleghi. Confido nel fatto che un giorno arriverà questo momento e sarà quando il mio cervello avrà immagazzinato tante di quelle informazioni che non potrà fare a meno di andare in quella direzione, la stessa dei miei colleghi.
Una cosa è certa: a seguito di questo lungo dialogo con me stessa, l'argomento stagionalità estiva ha assunto una posizione privilegiata nella mia scala delle priorità, subito dopo la voce "lavarsi i denti", e le mie antenne sono quindi ben orientate al tema in oggetto.
Qualche giorno fa ho infatti captato la notizia dello spostamento da parte della Fox di Indipendence Day - Rigenerazione dal 6 luglio all'8 settembre e nell'ambiente è stata subito polemica. Si perché dato che il blockbuster era a quanto pare attesissimo da parte degli esercenti perché molto attrattivo, la notizia del cambio di data ha fatto infuriare tutti anche perché reinserito in un periodo già pesantemente affollato. Senza contare poi che il mese di giugno è praticamente privo di uscite interessanti vista la concomitanza con gli europei di calcio e quindi tutto ciò che comporta un maggiore indebolimento della "cine-estate" è senza dubbio mal visto. Infine, il film esce negli stati uniti il 24 giugno e la lunga distanza con la release italiana porta i molti pirati della rete a preferire questo canale a discapito della classica ed intramontabile sala. Insomma, una decisione quella della Fox che da quello che ho capito ha creato una serie di eventi a catena portando al malcontento dell'intera filiera.
Tra l'altro, qualche mese fa, la stessa casa di distribuzione aveva avuto un simile comportamento anticipando le anteprime di Kung Fu Panda 3 in un weekend dove già erano presenti altre uscite importanti, portando così i distributori di queste ultime a dover cambiare la loro programmazione per evitare di rimanere a secco di spettatori.
Da quanto so, non c'è una legge che regola questo genere di comportamento; ognuno fa come gli pare (proprio come la Fox, inevitabilmente identificabile come il "Dio delle uscite cinematografiche" dato che prende decisioni sopra a tutti), ma esiste una sorta di codice comportamentale dettato dal buon senso di tutti coloro che sono inseriti in questo meccanismo e che ha come unico comandamento il detto "non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te". Se qualcuno vìola questo codice, allora è guerra dichiarata. Quali potrebbero essere le conseguenze di questa guerra? Gli esercenti, ad esempio, potrebbero decidere di non far uscire quello stesso film, creando quindi un forte danno alla casa di distribuzione.
Ed in tutta questa concitazione mi chiedo: ma è mai possibile che a nessuno venga in mente una di quelle idee geniali per ovviare a questo problema che a quanto pare è un tallone d'Achille solo del nostro paese?
Prendiamo come esempio gli USA: per gli americani l'aria condizionata sembra essere parte fondamentale della loro cultura. Infatti, decidono di recarsi in un determinato luogo solo dopo aver verificato la presenza di una temperatura pari e non superiore ai 15°C. Va da se che, per questi strani individui, andarsi a rifugiare in un cinema dotato di poltrone comodissime e mille altri comfort all'americana in un'afosa giornata estiva, è naturale come per noi preparare un piatto di pasta al dente.
Mi viene in mente quindi che forse il problema è un altro. Forse gli italiani non cambieranno mai il loro retaggio culturale secondo il quale a luglio non ci si chiude in un posto buio e gelido dato che abbiamo passato mesi in letargo aspettando quel sole caldo. Molto meglio andare ad affollare le nostre spiagge fino all'ultimo scoglio, a maggior ragione se l'offerta cinematografica è scarsa.
Dalle varie informazioni che ho raccolto, ai piani alti si è già provato a porre rimedio. Lo stato ha infatti messo a disposizione degli incentivi alla programmazione dei film nel periodo estivo. Ma il problema è a monte e cioè che le case di distribuzione preferiscono non rischiare (nonostante i sostegni economici) e quindi incastrano i loro film in periodi dove è sicuro che porteranno a casa un notevole incasso.
Appena arrivata in questo ambiente ricordo il malcontento della scelta di posizionare l'uscita del film di Zalone al primo gennaio, impoverendo i guadagni dei cinepanettone che comunque sia una buona fetta di mercato la mantengono nonostante siano terribili (per me e non per le masse).
Ho sentito spesso dire: "Ma perché non farlo uscire d'estate? Tanto avrebbe fatto lo stesso identico risultato!". E' vero, e Zalone avrebbe comunque creato notizia magari sotto una veste diversa, quella di "salvatore" ed eroe che sfida le abitudini degli italiani e che prova a portarli al cinema d'estate. Gli esperti di marketing della distribuzione avrebbero potuto giocare molto su questo messaggio intorno al film.
Anche Andrea Occhipinti, Presidente dei Distributori ANICA e Presidente della Lucky Red, parla della stagionalità in questo articolo di e-duesse http://www.e-duesse.it/News/Cinema/L-estate-fa-sempre-discutere-201248 ed afferma che è importante la presenza di film italiani nel periodo estivo e non solo di quelli americani.
Quindi, ricapitolando: quali possono essere le manovre da fare per allungare la stagionalità, rendendo l'intero anno proficuo senza far chiudere i cinema d'estate? Senza dubbio continuare con gli incentivi economici alla programmazione in quei mesi più deboli; poi non spostare i film come ha fatto la Fox ma anzi, provare ad osare come NON hanno fatto i distributori di Zalone; ed infine e soprattutto, cercare di cambiare le abitudini degli italiani. Non ho alcuna idea di come quest'ultima impresa possa essere compiuta ma è chiaro che eventuali risultati si potranno vedere solo nel lungo periodo. Le abitudini ben radicate non si modificano certo dall'oggi al domani!
Ed è anche certo che, se non si fa qualcosa di sostanzioso per riportare la cultura della sala cinematografica al centro dell'educazione dei giovani, purtroppo questa abitudine che per noi rappresenta il primo canale espressivo della settima arte, presto sparirà, sia d'estate che d'inverno.
La vasta offerta presente oggi per la fruizione cinematografica dal comodo divano di casa ne è la prova provata ed è anche per questo che i ragazzi non considerano più la sala come la prima vetrina del prodotto d'intrattenimento cinematografico.
Anche in questo caso di incentivi ed iniziative ce ne sono, non ultima la Card Giovani di Renzi che regala a tutti i neo diciottenni un bonus di 500 euro da spendere per film, concerti e tutto ciò che è intrattenimento culturale.
E' molto triste pensare che un giorno le sale cinematografiche potranno sparire del tutto e idee come "Screening Room", venuta al creatore di Napster, che prevede la fruizione dei film a casa in contemporanea con le uscite nei cinema http://altadefinizione.hdblog.it/2016/03/10/Il-fondatore-di-Napster-vuole-portare-i-film-nelle-case-in-contemporanea-coi-cinema/, la dice lunga sul futuro della sala. Non a caso le associazioni di tutto il mondo che rappresentano gli esercenti si sono ribellate a questa idea sin troppo rivoluzionaria.
Visto insomma questo panorama catastrofico, tanto vale che nelle prossime riunioni io mi sforzi di NON soffocare la VispaVoce, mantenendo questo sano e spontaneo interesse verso le nuove uscite da vedere rigorosamente al cinema, luogo protetto perché a rischio di estinzione. Chissà se tra mille anni, invece delle antiche dimore romane, scavando verranno trovate vecchie sale cinematografiche....
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