E' successo di nuovo ma questa volta in pompa magna.
Giornalisti, fotografi, attori, produttori, distributori: sono tutti qui, all'anteprima di un film dove chi è stato invitato non può andare e, dato che ora sono pienamente catapultata in questa nuova realtà, mi ha meritatamente ceduto il posto con tutti i vantaggi del caso.
Reduce dall'ultima anteprima (più che l'ultima sottolineerei la prima in assoluto dove io sia stata!) dedicata perlopiù agli esercenti, svoltasi di mattina e perciò sicuramente più informale di una soirèe, mentre mi preparo a casa insieme a mio marito, dichiaro ad alta voce: "io non mi agghindo per niente eh", come ad avvisare anche il vicinato che il mio look sarebbe stato decisamente "casual-noncurato" perché la serata tanto non avrebbe richiesto troppi fronzoli.
Meno male che mio marito ci vede sempre lungo e, trovandomelo davanti come sempre elegantissimo, mi adatto alla situazione mantenendo il jeans casual ma sparando uno stivale tacco 12 in velluto nero che decisamente tira su la situazione apparentemente irrecuperabile. E meno male che l'ho fatto, oserei dire!
Usciamo di casa, mano nella mano, felici di partecipare insieme ad una situazione cinematografica di questo tipo che ad entrambi fa gola anche se tutti e due stanchi morti essendo nel bel mezzo della settimana.
Tra l'altro, da quando sono lanciatissima nel mio nuovo ed eccitante lavoro, la mattina mi trascino giù dal letto abbastanza presto (non ero abituata a certi orari prima) e quindi la sera, se posso, evito di andare a fare baldoria anche se questa consiste in un'ora e mezza di non faticosa fruizione passiva.
Ma l'idea di andare a vedere un film in anteprima, e cioè prima dell'uscita in sala, mi rallegra moltissimo. Si perché ultimamente frequento molto i cinema; sono interessata a farlo dato che i film sono il prodotto che si vende nell'industria cinematografica e quindi sono gli argomenti del mio mestiere. Perciò in un certo senso sono tenuta a farlo per professione e penso che non a caso gli addetti ai lavori vengono invitati a vedere i film prima di essere presentati al pubblico.
Per cui, finire "i compiti" con anticipo (andare a vedere un film prima che esca in sala), mi fa sentire ancora più secchiona e precisetta (esattamente così sono dentro le mura lavorative).
Troviamo subito parcheggio, la proiezione è in un posto che frequentiamo spesso e quindi sappiamo bene come muoverci. Costeggiamo la parte esterna dell'edificio, apriamo la grande porta a vetri e per istinto mi catapulto subito al banco meno affollato (non c'era nessuno a parte le due hostess dall'altra parte del tavolo), pensando per l'appunto che l'evento sarebbe stato "tranquillone". "Ci dovrebbero essere dei biglietti per l'anteprima a nome...". La signorina mi blocca ancor prima di finire la frase e punta il dito dietro le mie spalle. Mi giro lentamente, quasi a rallentatore, come in una di quelle scene da film che creano suspance prima di svelare la verità.
Inevitabilmente mostro senza freni la mia classica espressione da "pesce fracico" (quella che ultimamente sfoggio spesso e che quindi potrei definire la mia "Magnum" alla Zoolander) nel constatare la lunghezza della fila (10/15 metri) e la presenza di grappoli di persone intorno.
Il tutto accompagnato da: grandissimo acchitto, scatti e flash a profusione, vips e contro vips, colleghi che vedo tutti i giorni e colleghi che ho avuto modo di vedere una volta sola ma che già ho ben stampati in mente con nome, cognome e azienda di riferimento (un po' come Andrea ne Il diavolo veste Prada quando suggerisce al suo boss tutti i nomi dei pezzi grossi presenti al party), battute e grasse risate, saluti calorosi quasi fuori luogo, PR a go go ed ancora attori in posa su quella sorta di tappeto rosso con dietro il manifesto del film.
"Cavolo, qui ci deve essere dietro qualche grossa agenzia di comunicazione" penso mentre realizzo dove sono finita.
"Bene, è stato bello, grazie a tutti!", così il mio istinto mi porta a reagire, puntando direttamente la porta a vetri da cui sono entrata. "Lasciatemi andare, devo almeno andarmi a ritoccare il trucco e a cambiarmi per rendermi all'altezza della situazione!!!!", immagino di urlare mentre due omoni muscolosi vestiti in nero cercano di trattenermi dall'uscire. Ma poi torno sulla terra ferma e realizzo che ho il mio stivale tacco 12 di velluto nero e che forse, grazie a quello, sarei potuta rimanere seppur in incognito.
Forte del mio stivale adatto alla serata, mi metto alla fine della lunghissima coda senza proferire parola e a testa bassa, penseriosamente timida. Io e mio marito, entrambi osservatori attenti di quella situazione che non ci aspettavamo, consumiamo la fila praticamente in silenzio fin quando non realizzo che, arrivata davanti alla ragazza addetta a consegnare i biglietti a chi ha il nome in lista, avrei dovuto in qualche modo chiedere un biglietto aggiuntivo perché ce n'era solo uno per noi disponibile.
Eccolo lì: in una lista in bianco e nero, il nome di chi mi ha ceduto il posto è evidenziato in un arancione cangiante. In quel momento comprendo che non sarebbe stato difficile avere il secondo biglietto ed inizio ad insistere un po', raccontando che lo avevo richiesto nel pomeriggio via mail ma senza ricevere risposta (così è realmente andata). La ragazza, dopo avermi detto più volte che l'evento era in overbooking, finalmente tira fuori due biglietti e mi manda via più veloce che mai. Meno male, problema risolto...evviva i nomi importanti!
Prima di entrare in sala, mi fermo davanti a questa sorta di tappetto rosso circondato da fotografi. Lo so che è da sfigati ma voglio vedere tutto ciò che quell'evento inaspettato mi sta regalando. Si perché alla fine sono capitata proprio in una di quelle anteprime vippissime dove non sono mai stata ma alle quali ho sempre desiderato partecipare.
Dopo aver soddisfatto la mia curiosità, osservando i fotografi che chiamano gli attori dicendo: "ancora un'altra", "guarda di qua", "da questa parte", io, mio marito ed i miei "stivali salva serata" ci dirigiamo in sala.
Una volta entrati, prendiamo posto in una fila in fondo alla sala, giusta per il nostro ruolo da osservatori e riesco a trovare anche la mia adorata poltrona laterale che mi fa stare a mio agio.
Penso che qualcun altro al posto mio si sarebbe alzato in piedi e sarebbe andato a cercare quelle persone intraviste all'ingresso per salutarle e farsene presentare altre. Le famose PR che non so fare insomma! Ma questa volta no, non ce la faccio. Non tanto per il mio aspetto non curato, sia chiaro...ma questa è la volta per scrutare, per capire come si muove tutta quella gente in certe circostanze, per studiare ed imitare in successive simili occasioni. Per cui mi metto l'anima in pace e finalmente mi rilasso sulla mia poltrona di velluto rosso pensando che il mio film della serata sarebbe stato non quello che stava per essere proiettato ma quanto osservato fino a quel momento.
Ci siamo: il regista sale sul palco ed emozionato ringrazia i presenti. Un'altra persona sul palco parla del film, lo presenta e la gente applaude. Viene presentato il cast in sala ed il produttore. Insomma, ci sono proprio tutti e la proiezione può finalmente iniziare! Ed io che volevo andare via....
Penso che il grosso dell'evento è praticamente passato, che la visione del film è la ciliegina sulla torta di una promozione fatta di tutto ciò che c'è prima, forse dopo ma non durante. Penso che ormai nessuno noterà più il mio look non adatto alla serata perché tanto la maggior parte della gente che è lì ci sta per ruolo e non per piacere e quindi appena si riaccenderanno le luci tutti si fionderanno fuori per correre nelle proprie case.
Ed infatti è così: un grosso applauso, il film sembra essere piaciuto, ci sono abbracci e sorrisi in sala ed io mi chiedo se tutta quella gente, anche davanti ad un brutto film, avrebbe reagito comunque in quel modo. Alla fine è il pubblico che ne decreta il successo e non i presenti ad un'anteprima. Quando il film sarà nei cinema, i numeri parleranno ed allora avrò la misura di quanto questi eventi raccontino la verità.
Nel tragitto verso casa non posso fare a meno di pensare alle pellicole di una volta e a come sarebbe stato partecipare ad anteprime di film come Caccia al ladro. Osservare il tappeto rosso di Grace Kelly e Cary Grant non sarebbe stato poi così da sfigati. Speriamo di partecipare presto ad una proiezione di un film hollywoodiano!
Il giorno dopo, la persona che mi ha ceduto il suo biglietto (raddopiatosi magicamente) mi chiede com'è andata. Gli mostro il mio entusiasmo senza inibizioni e non velo neanche il mio imbarazzo nell'aver scoperto che si trattava di un super evento organizzato e da tappeto rosso. Gli racconto che non ero pronta alla serata, non me l'aspettavo e che per questo sono stata più nell'angolo invece di andare a salutare i colleghi mischiandomi con la gente in sala. Lui mi osserva con un'aria interrogativa e mi chiede: "E perché? Non ti eri forse acchittata abbastanza?!?". Mio Dio, ma è una persecuzione!!! Giuro che da oggi in poi mi metterò gli "stivali salva serata" anche per andare a fare la spesa!
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