Ho sempre pensato che il metodo per misurare l'Auditel, ovvero gli ascolti tv capaci di regolare il mercato degli spazi pubblicitari tra un programma e l'altro, fosse un po' obsoleto per rimanere in vita ai giorni nostri.
Macchinette installate su televisori di "famiglie tipo"che lo spettatore, in modalità relax sul proprio letto/divano, deve pure ricordarsi di azionare con dei tasti per comunicare che è lui a guardare la tv e non il papà o la mamma o la sorella o il nonno perché altrimenti sarebbe un errore di trasmissione. Ma è mai possibile che nell'era dei social network e della tecnologia digitale non si riesca a trovare un meccanismo più al passo coi tempi e che non renda schiavo un campione di persone?
I televisori moderni sono sempre più sottili e poco ingombranti e quindi verrebbe da pensare che non ci sia spazio a sufficienza per introdurre qualche meccanismo all'interno di ognuno in grado di trasmettere un segnale a qualche extraterrestre in giro per lo spazio che, una volta ricevuto lo elabori per restituircelo con i dati di chi ha visto cosa e quando. Troppo fantasioso eh?
Tornando sulla terra e quindi agli esseri umani, purtroppo i vecchietti spettatori fissi del Festival di Sanremo non smanettano su Facebook o Twitter (e questo poi non è detto, ci sono ultra settantenni che hanno lo smartphone come estensione della mano) ma per i giovani è il contrario e forse, ideare un sistema unico, un mix tra vecchio e moderno, potrebbe essere la giusta soluzione.
Una tecnica di passaggio in effetti è già stata messa in atto: oltre ai dati Auditel infatti, ogni giorno vengono elaborati anche quelli Social. Ma al momento non esiste uno strumento universalmente riconosciuto che combini i due termometri.
Navigando in rete si trovano diversi accenni a strumenti che controllano l'attività social durante la messa in onda dei programmi tv: si parla di "Socialscore" oppure di "Audisocial" (www.audisocial.tv) che monitora l'audience e l'interazione generata dai programmi tv sui social network, integrando così i dati Auditel e rendendoli più completi.
A mio parere, l'Auditel può rilevare gli ascolti che vanno da una certa fascia d'età in su (60 anni?). Ma per l'occhio critico dei più giovani, il misuratore social e tutto ciò che viene scritto, taggato, e gradito con pollice all'insù tramite il più potente strumento di marketing dei nostri tempi, è l'unico modo di controllare l'indice di gradimento di un programma tv.
Si lo so, per molte persone (soprattutto quelle che pensano che tutta questa interazione con i cellulari ci stia rovinando l'esistenza) l'idea che i social stiano prendendo così tanto il sopravvento su ogni campo della nostra vita, è dura da accettare. Ma è così e non farci i conti vuol dire rimanere settati sulla vita che conduceva l'uomo delle caverne.
Da quando lavoro nell'industria cinematografica, due sono state le riunioni a cui ho partecipato dove oggetto di discussione erano grandi ed importanti manifestazioni del mondo del cinema ed in entrambe non è mancato l'argomento "social", debitamente trattato con cura e grande attenzione.
"E per quanto riguarda i social? Cosa è previsto in questo senso? Quali attività saranno svolte durante l'evento in grado di creare movimento sul web? Mi raccomando, non trascuriamo questo argomento, dobbiamo orientare tutta la manifestazione verso una grande visibilità social!". Queste alcune frasi dette con convinzione durante il meeting da chi ha il potere di prendere delle decisioni.
"E per quanto riguarda i social? Cosa è previsto in questo senso? Quali attività saranno svolte durante l'evento in grado di creare movimento sul web? Mi raccomando, non trascuriamo questo argomento, dobbiamo orientare tutta la manifestazione verso una grande visibilità social!". Queste alcune frasi dette con convinzione durante il meeting da chi ha il potere di prendere delle decisioni.
Ogni agenzia di comunicazione che si rispetti (ed in queste riunioni ne erano coinvolte), in ogni piano accuratamente ideato introduce il capitolo social che solitamente è il più voluminoso. Per promuovere un evento, i social sono l'ideale ed ecco il perché. Immaginiamoci il fruitore finale che è lì con il suo smartphone mentre passa il tempo, per esempio in attesa che scatti il verde al semaforo. Chi non lo fa. La sua condizione di ricerca bulimica di qualcosa che lo attiri lo pone già per definizione in una situazione di assoluta fruibilità del messaggio, qualunque esso sia. Quindi è lì, con la sua pagina di Facebook aperta spulciando le novità presenti rispetto a 10 minuti prima. Ed ecco che il messaggio assassino arriva e lo colpisce in pieno anche perché lui stesso, lo smanettone, non aspettava altro. Uno strumento più efficace della pubblicità in tv insomma! E allora, come si fa oggi a non investire soldi nelle campagne social e a sottovalutare il fatto che ormai qualsiasi informazione passi prima attraverso questo innovativo canale?
Anche il cinema ne fa un uso spropositato. Le case di distribuzione ad esempio, pubblicizzano l'uscita dei film proprio tramite Facebook pubblicando foto, vignette create ad hoc, hashtag e frasi che richiedono una risposta del fruitore finale che, abboccando, non fa altro che stare al gioco della trasmissione del messaggio. Sì, esistono ancora i trailer proiettati nei cinema stessi, trasmessi alla tv, alla radio e i cartelloni in giro per strada. Ma Facebook è decisamente il loro nuovo efficace canale tramite il quale colpire per esempio chi la tv non la guarda, proprio come me che per l'appunto ultimamente ho messo il "mi piace" sulle pagine di tutte le case di distribuzione per ricevere i loro aggiornamenti. In poche parole è come se avessi chiesto loro in ginocchio: "Vi prego, bombardatemi di pubblicità!".
Anche i grandi circuiti dei cinema italiani utilizzano Facebook per pubblicizzare ad esempio le loro promozioni e creare interazione con lo spettatore. Ed a mio parare gli riesce bene, altrimenti quale altro canale potrebbero usare per pubblicizzare la sala? Si sa che i film si vedono al cinema ed è lì che dobbiamo recarci per vederli ma sapere prima tramite Instagram che si possono acquistare 2 biglietti al prezzo di 1, permette di scegliere quel cinema anziché un altro. Ed ecco che per quella sala aumentano le presenze grazie all'investimento pubblicitario sui social.
Peccato che nell'ambito culturale il nostro paese sia ancora nettamente indietro nel comprendere che il binomio social/cultura potrebbe essere in grado di diffondere quest'ultima più velocemente di quanto purtroppo non stia avvenendo. In questo articolo http://www.huffingtonpost.it/federico-bagnoli-rossi/socialmuseums-se-i-musei-avessero-le-fanpage_b_9614872.html?utm_hp_ref=italy viene evidenziato proprio come i musei siano ancora indietro in questo senso, sottovalutando la forza di comunicazione dei social network.
Ma tornando ai misuratori di ascolti, per quelli cinematografici però, i social non c'entrano niente. Il cinema fortunatamente ha Cinetel, uno strumento decisamente più efficace dell'Auditel che rileva il 93% delle presenze dell'intero mercato.
Anche il cinema ne fa un uso spropositato. Le case di distribuzione ad esempio, pubblicizzano l'uscita dei film proprio tramite Facebook pubblicando foto, vignette create ad hoc, hashtag e frasi che richiedono una risposta del fruitore finale che, abboccando, non fa altro che stare al gioco della trasmissione del messaggio. Sì, esistono ancora i trailer proiettati nei cinema stessi, trasmessi alla tv, alla radio e i cartelloni in giro per strada. Ma Facebook è decisamente il loro nuovo efficace canale tramite il quale colpire per esempio chi la tv non la guarda, proprio come me che per l'appunto ultimamente ho messo il "mi piace" sulle pagine di tutte le case di distribuzione per ricevere i loro aggiornamenti. In poche parole è come se avessi chiesto loro in ginocchio: "Vi prego, bombardatemi di pubblicità!".
Anche i grandi circuiti dei cinema italiani utilizzano Facebook per pubblicizzare ad esempio le loro promozioni e creare interazione con lo spettatore. Ed a mio parare gli riesce bene, altrimenti quale altro canale potrebbero usare per pubblicizzare la sala? Si sa che i film si vedono al cinema ed è lì che dobbiamo recarci per vederli ma sapere prima tramite Instagram che si possono acquistare 2 biglietti al prezzo di 1, permette di scegliere quel cinema anziché un altro. Ed ecco che per quella sala aumentano le presenze grazie all'investimento pubblicitario sui social.
Peccato che nell'ambito culturale il nostro paese sia ancora nettamente indietro nel comprendere che il binomio social/cultura potrebbe essere in grado di diffondere quest'ultima più velocemente di quanto purtroppo non stia avvenendo. In questo articolo http://www.huffingtonpost.it/federico-bagnoli-rossi/socialmuseums-se-i-musei-avessero-le-fanpage_b_9614872.html?utm_hp_ref=italy viene evidenziato proprio come i musei siano ancora indietro in questo senso, sottovalutando la forza di comunicazione dei social network.
Ma tornando ai misuratori di ascolti, per quelli cinematografici però, i social non c'entrano niente. Il cinema fortunatamente ha Cinetel, uno strumento decisamente più efficace dell'Auditel che rileva il 93% delle presenze dell'intero mercato.
Ricordo ancora il mio primo giorno di lavoro nel cinema: era in realtà una giornata di "avvio"in cui il mio capo mi ha detto: "Vieni giusto due ore così ti spiego un po' come funziona questo mondo!". E così, incuriosita e munita del mio primo quaderno usato per prendere appunti sulla miriade di nuove informazioni che quel giorno mi avrebbe trasmesso, alla fine dell'incontro mi ha anche lasciato una stampa dei dati rilevati da Cinetel sulla giornata precedente. Non potevo credere ai miei occhi: esiste davvero uno strumento del genere che ti dice quanti spettatori hanno visto quel determinato film in quel giorno e quanto ha fatto al box office? Mi sembrava di avere in mano il frutto del lavoro di quell'extraterrestre che ho sempre caldeggiato per raccogliere gli ascolti tv. Per un attimo ho pensato che in questo universo non siamo soli.
Conservo ancora quella copia stampata che quello stesso giorno ho portato a casa fiera di avere in mano il frutto di uno strumento così funzionale, capace di raccontarci tutti i movimenti del mercato cinematografico italiano.
Certo, pensavo che il rilevamento dei dati Cinetel fosse ad uno stato più avanzato tecnologicamente parlando. Infatti, dopo aver pensato in questi mesi che la raccolta dei dati avvenisse automaticamente, ad esempio attraverso il sistema delle casse, proprio ieri ho deciso di chiedere come funziona e mi è stato spiegato che è l'esercente stesso che deve comunicare il numero di biglietti venduti alla fine di ogni giornata.
Arriverà quel giorno già immaginato in molti film in cui smetteremo di essere schiavi delle macchine, in cui quell'extraterrestre arriverà a liberarci facendoci scoprire che tutto questo lavoro così macchinoso può essere fatto semplicemente con un click.
Spero solo di incontrarlo di persona per stringergli la mano e raccontarlo tramite LaVispaVoce!
Conservo ancora quella copia stampata che quello stesso giorno ho portato a casa fiera di avere in mano il frutto di uno strumento così funzionale, capace di raccontarci tutti i movimenti del mercato cinematografico italiano.
Certo, pensavo che il rilevamento dei dati Cinetel fosse ad uno stato più avanzato tecnologicamente parlando. Infatti, dopo aver pensato in questi mesi che la raccolta dei dati avvenisse automaticamente, ad esempio attraverso il sistema delle casse, proprio ieri ho deciso di chiedere come funziona e mi è stato spiegato che è l'esercente stesso che deve comunicare il numero di biglietti venduti alla fine di ogni giornata.
Arriverà quel giorno già immaginato in molti film in cui smetteremo di essere schiavi delle macchine, in cui quell'extraterrestre arriverà a liberarci facendoci scoprire che tutto questo lavoro così macchinoso può essere fatto semplicemente con un click.
Spero solo di incontrarlo di persona per stringergli la mano e raccontarlo tramite LaVispaVoce!
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